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Elezioni Usa: come ho previsto la vittoria di Trump

Le elezioni USA del 2016 sono state vinte da Donald Trump. Per la quasi totalità degli opinionisti italiani e stranieri è stata una grande sorpresa. Per me no. Sui blog in cui scrivo ho sempre detto che Trump stava facendo una campagna elettorale migliore della Clinton, e lo dicevo facendo analisi di comunicazione politica fuori dal coro.

Tutti gli altri assegnavano la vittoria dei dibattiti tv alla Clinton,mentre io dicevo che Trump era stato più efficace. Qui potete leggere la mia analisi sul primo dibattito tv fra i due candidati.

Poi, nel secondo dibattito, tutti davano per spacciato Trump, invece io spiegavo che grazie a tre tecniche di comunicazione politica se l’era cavata benissimo.

Dicevo anche di non credere ai sondaggi che davano la Clinton vincente. Ma gli altri opinionisti mi rispondevano che “i sondaggi americani sono scientifici”.

Poi ho parlato del linguaggio del corpo di Donald Trump (sia qui che su Radio 1, durante la trasmissione Radio anch’io), dicendo che era più efficace di quello di Hillary. E anche qui sembravo un alieno.

Inoltre, come ospite sul blog di Dario Vignali, ho anche spiegato che la comunicazione online di Donald Trump era migliore di quella della Clinton.

Perché oggi, giorno della vittoria di Trump, io ho avuto ragione e gli altri opinionisti ed esperti di comunicazione no?

Per un motivo semplice: le mie analisi di comunicazione politica sono tecniche, obiettive, basate sulla comunicazione efficace e non sulle simpatie.

Un consulente in comunicazione politica, per fare bene il suo lavoro, deve riuscire a separarsi dalle ideologie politiche e deve saper analizzare il candidato (o l’eletto) in modo scientifico. Non in modo emotivo.

Questo è lo stile che uso nelle mie consulenze e che insegno nei miei corsi. Lo consiglio a tutti.

Inoltre, sia che voi siate interessati a diventare spin doctor o a lavorare nella comunicazione politica o no, è sempre bene rispettare le opinioni altrui e non asserire mai nulla con arroganza. Come hanno fatto invece molti di quelli che oggi vanno a nascondersi.

Marco Venturini:
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