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Incontro Trump – Obama: analisi del linguaggio del corpo dei due leader

Il linguaggio del corpo di Obama e Trump nel loro incontro per il passaggio di consegne alla Casa Bianca dice molto di più delle parole di circostanza.
Come capirete è stato un momento delicato, data la campagna elettorale dai toni aspri appena terminata.

Obama e Trump diplomaticamente hanno espresso parole di cordialità durante il meeting, ma saranno state parole sincere? Assolutamente no. È in questi casi che diventa utile analizzare il linguaggio del corpo per svelare le menzogne. Io l’ho fatto e oltre a me, ovviamente, altri esperti nel mondo.

L’analisi che va per la maggiore è quella pubblicata dal Daily Mail, da parte dell’esperta Patti Wood. L’analisi è però rivolta al grande pubblico, e quindi superficiale e (a mio avviso) anche imprecisa in alcuni punti importanti.

Ecco la mia analisi del linguaggio del corpo, per capire la verità sui sentimenti di Barack Obama e Donald Trump durante il passaggio di consegne alla Casa Bianca.

Obama è apparso stanco e abbattuto e non ha fatto nulla per nasconderlo, pur essendo uno che sa mascherare i propri sentimenti.

In questo modo Obama ha potuto salvare la sua coerenza: diplomaticamente, a parole, si è complimentato con Trump, ma con la sua comunicazione non verbale ha espresso il sentimento di delusione che quelli del suo partito provano e si aspettano di vedere in lui. Veniamo ai gesti specifici del linguaggio del corpo.

Barack Obama e Donald Trump linguaggio del corpo
Sia Trump che Obama sono stati seduti a gambe aperte per tutto il tempo. Questo è un gesto che nel linguaggio del corpo vuole comunicare leadership, dominanza: si mostra la zona intima, segno di sicurezza. La Wood dice che Obama ha mostrato più potere di Trump, tenendo le gambe più larghe di lui. Questa è un’osservazione superficiale. La larghezza è relativa alla costituzione corporea, che fra Trump e Obama è diversa. Donald ha una massa più grande, è ovvio che sia meno elastico.

Linguaggio del corpo di Donald Trump mani

Un gesto ricorrente di Trump è quello della mano “a diamante”. Gesto tipico anche di Angela Merkel. Questo gesto, al contrario di essere una preghiera (figuriamoci se Trump e la Merkel sentono il bisogno di forze superiori durante un incontro fra leader), è un gesto che vuole dimostrare superiorità.

Come insegno nei miei corsi di comunicazione , nel linguaggio del corpo questo gesto viene usato nelle interazioni fra superiore e subordinato. È un gesto che denota sicurezza in se stessi e saccenza, ovvero l’atteggiamento di chi è convinto di sapere più degli altri.

Inoltre, è evidentemente un simbolo femminile (rievoca l’organo della donna). In questo modo il nuovo Presidente degli Stati Uniti trasmette un atteggiamento di dolcezza, come confermato dal tweet insolito che ha fatto al termine dell’incontro, definendo la giornata fantastica, l’incontro veramente buono e di aver sentito una grande intesa col presidente uscente.

Donald Trump tweet After obama meeting Whittier house
Trump, come avevo previsto in campagna elettorale, si è immediatamente moderato dopo l’elezione, abbandonando i toni della campagna per assumere un atteggiamento più rassicurante, ovvero presidenziale.

Linguaggio del corpo stretta di mano fra Trump e Obama
L’ultimo momento emblematico è stato quello della stretta di mano. Vediamo che è Trump a sporgersi vistosamente (anche con la testa) verso Obama, dimostrando una maggiore voglia di conciliazione.

Dal volto di Obama vediamo freddezza, confermata dalla mano sinistra aperta durante la stretta. Un gesto che denota tensione. Un po’ come quando portiamo un bicchiere pieno d’acqua o un caffè mentre camminiamo.

Trump è apparso sincero, spontaneo. Obama teso e scoraggiato. Entrambi hanno dato il messaggio più giusto per il proprio pubblico. Ma ad esser più spontaneo è stato senza dubbio Trump.

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